qui a fianco, alcune fotografie tratte dello spettacolo
presentato a Roma
presso "Teatro Stanze Segrete"
Cyrano de Bergerac



E’ In scena presso il Teatro Stanze Segrete  dal 20 gennaio al 19 febbraio  lo spettacolo: “Cyrano de Bergerac”, recitato dalla compagnia di talentuosi attori: la Darkside LabTheatre Company, diretti dal regista Matteo Fasanella,  la produzione dello spettacolo è di Stefano Sbarluzzi

Si narra in versi la famosa storia di un amore, nella sua doppia sembianza di apparenza ed emozioni. Cyrano, orgoglioso cadetto di Guascogna, ama la bella Rossana in modo nobile, nascosto, per questo forse più profondo. Cristiano vuole Rossana in maniera appassionata, impulsiva, vanesia, possiede la gioventù e il capriccio della conquista...I sentimenti dell’anima matura e l’amore della bella epoca che fugge, si contrappongono fino al momento in cui si fondono. Cristiano chiede aiuto a Cyrano per avere Rossana, perché lui non conosce altre arti se non quelle dell’amore fisico.  Cyrano si presta ad aiutare Cristiano con uno stratagemma della sua mente arguta: suggerirà a Cristiano le parole da rivolgere a Rossana, nascosto nell’ombra,  in modo che sotto il falso favore,  il suo nobile sentimento possa palpitare ed esprimersi come se Cyrano realmente la potesse amare. Cristiano avrà Rossana ma lei del suo amante ammirerà e vorrà col tempo le parole, l’animo, quindi il desiderio iniziale dell’apparenza sfuma in favore della sostanza (che è poi quella di Cyrano).

Gli attori recitano immersi in una scenografia fatta di specchi, scale, tende, illuminata e messa in ombra da giochi di luci. Dall’oscurità emergono i personaggi momentaneamente dimenticati, a favore di alcune parti del racconto, nell’oscurità svaniscono gli stessi, perché la scena successiva abbia inizio. Alcuni attori, prima di cominciare lo spettacolo, sono girati di spalle, il dorso illuminato e il resto in ombra, attendono di prendere vita da persone normali a personaggi di “Cyrano de Bergerac”, che è la loro unica identità nello spazio del teatro.   Il balconcino dove Rossana siede, al principio della messa in scena, è riflesso con la sua immagine in specchi a lei frontali,  in modo da rendere doppiamente visibile la giovane attrice, la sua immagine è doppia come doppia è la natura delle passioni umane, superficiale a tratti e per molti versi profonda. La tenda del balconcino si chiude quando Rossana se ne va, ma si riapre quando lei volgerà lo sguardo a Cristiano, o meglio ai due uomini innamorati di lei. Uno specchio sulla parete di fronte al pubblico amplia gli spazi, fa sentire chi guarda partecipe e ospite in  un salotto dove la poesia dei sentimenti viene esplicata. Le luci sono ora rosse, nel momento in cui le espressioni degli attori si illuminano di amore, ora color pastello quando per descrivere una battaglia, o una scena lontana e narrata, si osservano i giochi di ombre su una parete laterale, riflesse da una illuminazione giallo ocra. Le scale sono il simbolo del sentimento che si innalza, quando i due innamorati Cyrano e Cristiano salgono su in alto verso il balcone,  dove il loro cuore vede la bellezza consapevole della bionda Rossana.

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E’chiara nello spettacolo la contrapposizione a volte anche cruda di due forti realtà della vita: il trionfo della bellezza giovanile dei personaggi (gli attori sono molto belli), che si fa furba nelle proprie arti e sa irretire, è ardita e fiera, (abilissimi in questo sono gli attori che sembrano rispecchiare nei loro occhi la varietà delle passioni umane, dall’ambizione al possesso) e la sostanza orgogliosa e piena di nobiltà di Cyrano,; lui si racconta brutto, e la famosa canzone di Francesco Guccini riassume nelle sue parole la sostanza dell’ ottima recitazione dell’attore protagonista: ““Ma quando sono solo con questo naso al piede, che almeno di mezz’ora da sempre mi precede, si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore... dev’esserci lo sento in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto... non ridere ti prego di queste mie parole, io sono solo un’ombra e tu Rossana il sole”.

Cyrano è la virtù, è il coraggio, è la realtà dell’interiorità, quando viene curata per se stessa e la propria bellezza, osservandolo recitare nasce una domanda: “Può un uomo per amore rinunciare al proprio volto?” e ancora, nel momento del nobile e supremo sacrificio in cui Cyrano lascia che sia Cristiano a bearsi dell’amore della ragazza, quando lei cede innamorata delle parole che in realtà vengono da Cyrano: “La lettera d’amore che in me ho scritto e corretto, cento volte fino a quando tutto fosse perfetto, e che mettendo l’anima e il foglio insieme accanto, basterebbe in un attimo ricopiarla soltanto. Sono nelle vostre mani il foglio e la mia voce. L’inchiostro è il mio sangue, la lettera è la foce” viene da chiedersi: “Può l’amore rinunciare alla persona desiderata, cedendo per il suo bene il passo a chi meglio potrebbe amarla?”

Nello spettacolo gli attori (Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio )posseggono l’arte della recitazione, l’abilità di far immergere chi li guarda in un mondo diverso, in un’atmosfera sospesa e interiore, quella letteraria dell’opera di “Cyrano de Bergerac” , la celebre commedia teatrale in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edomond Rostand.



Sara Amato.

Fotografie di Francesco Meliciani.
Negli scatti gli attori: Matteo Fasanella (in alto), Giampiero Botta (a sinistra), Leonardo Iacuzio e Virna Zorzan
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