Iniziamo con il recensire  alcuni dischi che reputo importanti, estremamente diversi tra loro, e con il comun denominatore della passione, per la sperimentaizone e bellezza.

Artisti noti o meno; lavori recenti o datati, ma fondamentali ed imperdibili in ogni vostra discoteca.
Sarà questo un appuntamento mensile, tra curiosità e consigli d'ascolto.

Una maniera per (ri)abituare l'orecchio ed il gusto alla musica, a quei suoni e dettagli spesso confusi nella moltitudine di altri suoni e rumori imposti dai media.

Spero vivamente questo spazio, vi possa stimolare e suggerire condivisioni, al di fuori di schemi e pregiudizi.

Perchè la bella musica, è colorata, variegata, profumata, e gustosa.
Un piacere del palato e dei sensi.
Vi auguro una buona lettura ed ascolto.

Christos.
"Leoni si nasce"
Renato Zero

(BMG - ZEROLANDIA - 1984)
Esiste un tempo nel quale il noto performer e cantautore italiano Renato Zero, si è trovato quasi in antitesi tra il personaggio colorato pieno di contenuti, ed uno spazio temporale (inteso come “sociale”) oramai non più contemporaneo al nostro artista.
Una sorta di debug che lo condurrà alla produzione successiva (n.d.r.:1985 con “Identikit Zero”), a farsi “i conti”, un esame spietato e più scevro di trucchi pesanti.
Ma adesso rimaniamo in quel 1984, quando  - forse volendo ribadire il “concetto” - espropriato del tendone Zerolandia per presunte violazioni sulla sicurezza, propone “Leoni si nasce”.
E come fare ad intavolare concetti e pensieri molto importanti legati ad una urbanità, alla perdita di identità, al timore di essere abbandonati, con un linguaggio appropriato?
Trasformando questo lavoro in una sorta di colonna sonora di un film immaginario e verissimo, scandito da ironia, densità ed un’orchestra immensa diretta da Renato Serio (colui che da lì, colorerà molti dei suo dischi).
( continua...)
"Fruit at the bottom"
Wendy & Lisa
(Virgin Records- 1989)
Chi di voi si ricorda di queste due favolose musiciste, che tra la fine degli anni ’80 ed i primi dei ’90 (almeno come produzioni a noi note), hanno dimostrato di possedere tutte le carte in regola per potersi “emancipare” da quella che è stata una delle band che hanno accompagnato Prince in studio e nei live.
Wendy and Lisa, iniziarono un paio di anni prima un percorso con colori più pop, presentando brani piuttosto noti come “Waterfall” e “Sideshow”, per poi riprendere le fila di quello che è stato sempre il loro background culturale e stilistico: il funky.
E così nel 1989 le nostre ex Revolution Wendy Melvoin (voce e chitarre) e Lisa Coleman (cori e tastiera), presentano il loro secondo album: “Fruit at the bottom”; fiori che da quei rami si sono aperti e riempiti di succo. Frutti apparsi invitanti ed ora, a terra, pronti e disponibili per tutti coloro che sono appassionati di musica, stimolazioni e “sostanza”.
(continua...)
"Best of"
Fairground Attraction
(BMG- 1992)
Il genere un po’ folk/country e godibilmente soft pop, hanno reso questa band britannica immediatamente riconoscibile, già dalla scelta degli strumenti quali chitarra classica e banjo, fisarmonica, percussioni, batteria e spazzole, contrabbasso e solo a tratti, piccoli elementi di tastiera e chitarra elettrica.
Dicevamo: “Perfect” è il poster di questa band (che in parte ha proseguito nel percorso della solista e cantautrice scozzese Eddi Reader). È un brano che esprime positività e gioco. Gusto nella composizione e dinamica.

Si segue l’ascolto di questa raccolta, con una cover molto delicata: “Do you want to know a secret?” tratto dal repertorio dei primi Beatles. Intimista e rarefatta.

(continua...)
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