clicca sulla copertina del disco qui sopra,
per poter ascoltare il  lavoro:
"MISA CRIOLLA".

MISA CRIOLLA
Mercedes Sosa
(Decca Records)

L’opera complessiva di spessore e drammaticità (usando una terminologia legata strettamente al teatro ed ai suoi colori, sapori e vibrazioni), è divisa in due segmenti; “Misa Criolla”, più orchestrale e “succosa”, e “Navidad Nuestra”, di colore più andino.
Entrambe sono state composte dall’autore Ariel Ramirez nel 1964, e tutt’oggi vengono presentate saldamente legate e consecutive, presenza di una ricostruzione musicale e corale, prima nel suo genere, in quanto non impostata sulla lingua latina.
Ed in questa sacralità ed imponenza, che la scomparsa e mai abbastanza rimpianta Mercedes Sosa, nel 1999 pubblica questo disco.
Il coro del primo pezzo, “Kyrie” ci abbatte immediatamente per la bellezza, dove la voce della grandissima Mercedes Sosa, con delicatezza e profondità ci accompagna. La successiva chitarra, quasi con un gusto rinfrescante, arpeggiando, lascia dondolare un flauto nella ripresa del tema principale. Prima del ritorno del coro che sfumando lascia l’opportunità all’artista di procedere alla richiesta di salvezza “Cristo abbi pietà di noi”, chiudendo, lasciandosi superare da una grancassa, lenta, quasi fosse il tempo a passare.
Gloria”, inizia quasi timidamente con sonorità andine. Con due chitarre che si sovrappongono per intrecciarsi con un flauto di pan.
I cori imponenti in un filato maestoso ed immenso si inseriscono teatralmente insieme alla voce presente e partecipe della Sosa, anticipando nella strofa i tamburi, esplodendo in magnificenza. La parte centrale del pezzo, che è impossibile chiamare “canzone”, si deframmenta, abbassandosi toccando e sfiorando corde bassissime ed apparentemente svuotate. Essenziali. In una dimensione più “introspettiva”.
Il cammino nei colori andini prosegue con i tamburi, i flauti e le arpe, in un percorso parallelo ad un coro che riprende verso il finale, facendo così anche da inizio (nelle sonorità) del successivo “Credo”.
Una “stazione dell’opera” molto decisa, dove la Sosa acquisisce un “piglio leader”, in questo viaggio, percorso unico e pieno di colori forti e sfumature davvero difficili da recensire.
Sanctus” si presenta in maniera morbida ed accogliente. Rinfresca nell’ascolto. È apparentemente semplice ma vanta di una costruzione di fili di cristallo sottili, visibili solamente per chi è disposto ad ascoltare e ad investire del proprio tempo nel vivere in maniera piena questo excursus.
Agnus dei” si presenta con abiti di cotone, larghi e gonfi di una leggera brezza suggerita dall’accompagnamento introduttivo di chitarra classica. In uno spazio ampio e scuro, che sa di pietra e legno di palcoscenico. Ed in questa rappresentazione sacra, si chiude così il “primo tempo”.
La Anunación” si presenta alzando il sipario su questa secondo tempo con un frizzo di energia ed allegria. Ritmando in un una chacarera, l’andamento saltellante.
La Peregrinación” è di una bellezza e delicatezza commovente. È il racconto del viaggio di una giovane Maria, in un percorso lento e pieno di paure e domande, verso un domani, dove i due protagonisti si stringono e sostengono.
Ma la dolcezza infinita si schiude nel “Nascimiento”, dove il coro discreto si affianca ad una grancassa e ad una successiva chitarra quasi nascosta. Intimorita. Educata. Stiamo assistendo ad un miracolo, che è sovrapponibile a quella del racconto di per se.
Il ritmo riprende, vigoroso, aprendoci una scena ben diversa. “Los Pastores” si avvicinano con brio, mentre in “Los Reyes magos” appare uno strumento prima in tutta l’opera assente. Il pianoforte. Ed introduce sempre sulla riga del brano precedente un piglio, un tempo deciso. Il senso specifico di un andamento, di un viaggio. I protagonisti ci vengono presentati con maestosità dettagliata e gloriosa.
Come i testi ci suggeriscono, Giuseppe, Maria ed il neonato, si devono affrettare per fuggire. Non farsi trovare. “La Huida” conclude con questo sospeso l’opera intera. I toni quindi ritornano soffusi, trascinati. Drammaticamente affrontati da una grandissima Mercedes Sosa, piena del suo ruolo e di una intensità recitante nel finale.
Consiglio caldamente l’acquisto di questo disco che, come molti di quelli che inserisco in questa rubrica, sono a volte difficilmente rintracciabili nei canali (sempre più scarni) consueti.
Ma non è impossibile richiederli o trovarli nel web; insomma…. Nonostante un’apparente difficoltà iniziale, mi ringrazierete di questi miei calorosi suggerimenti musicali.
Un abbraccio
Vostro Christos,
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tel: 06 6638302  /  348 6604501
mail: redazione@startevents.one
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