"Un uomo solo"
(Christopher Isherwood)

è il racconto trascinato di un uomo, dei suoi pensieri carichi di dolore. Un tempo lento e ruvido, che invecchia il cuore e l’anima.
“Svegliarsi è cominciare a dire sono ed ora. […]Ora, è anche il freddo promemoria; un’intera giornata più di ieri, un anno in più dell’anno scorso.Ogni ora è etichettato con la propria data, rende obsoleti tutti gli ora passati, finchè - presto o tardi forse - no, non forse, certamente: la Cosa accadrà. “
Il libro, inizia così, con la consapevolezza del protagonista di avere poco da dire, da fare, da vivere, dopo il feroce lutto del suo compagno, Jim, a cavallo tra gli anni ’50 ed i primi ’60.
recensione doppia (libro e film) di Christos
(leggi la recensione)
Personalmente, sono molto attratto "dalle parole".
Dalla maniera con la quale si decide di disporle, usarle.
Limarle ed allinearle.
Tempi e modi participi e non solamente imperfetti.
Congiunzioni, verbi ed aggettivi.
Descrizioni personalissime e "soggettive", come l'arte ed il suo racconto insegna.
Freschezza e brillantezza.
Sapori "di chiuso" o frizzanti sulla lingua.
Quell'acqua per abbeverarsi da un pozzo di pietra e  ferro battuto.
Perchè è dal colore, dall'intensità e densità dello sguardo di chi modella le parole, che si intingono di inchiostro benedetto, pagine ricche e pensieri, quasi fossero segrete carezze bisbigliate.

E trovo sia molto affascinate l'idea di inserire queste parole e suggerimenti, in "questo sito / contenitore", tanto da desiderare e voler promuovere in uno dei programmi nella web radio ("Sotto al lume"), le stesse pagine del volume che mensilmente, in questo spazio, vi presenterò.

Christos.
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di Mario (Christos) Marcello

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