clicca sulla copertina del disco qui sopra,
per poter ascoltare il lavoro:
"HURRICANE".
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HURRICANE
Grace Jones
(ed. Wall of Sound)

Nel 2008, uscì questo lavoro (ed anche ultimo) dell’artista e “maschera” giamaicana Grace Jones, passato quasi inosservato per i più, che solo nel 2017, grazie al film/documentario “Bloodlight and Bami” riuscì a portare all’attenzione di un pubblico più vasto.
Così, affascinato ed ammirato da tali sonorità, andai a cercarmelo in uno tra i più famosi negozi on line.
Il contesto sonoro di tutto il disco, è l’esaltazione di sonorità basse, gravi, che esaltando la ritmica ed il mood, sottomettono ad una fascinazione assoluta l’ascoltatore.
Un disco che non puoi non sentire pulsare in ogni sua particella….
Coinvolgente, elettrico, viscerale, sanguigno.
Si inizia con “This is” ; stranissimo elettro rap, che si apre in un ritornello molto vicino al gospel. L’artista, performer e cantautrice si racconta nel suo quotidiano. È la genesi di tutto il lavoro. Il pensiero che vola nel deserto, invitando ad abbandonarsi in un mood creativo.
E la scelta di una nuance di questa tavolozza di colori, ti cattura irrimediabilmente con “William’s blood”.
Una scelta di basso favolosa. Un gospel che allarga il cuore e ti impone di divenirne parte.
È la storia del ramo materno della sua famiglia d’origine; l’incontro della madre con un padre difficile. Tra frasi impresse nella memoria ed il suo coraggioso desiderio di volare altrove e realizzarsi. Imponendosi.
Da sottolineare nella scelta d’arrangiamento, una chitarra elettrica che gratta il pavimento sonoro.
Finisco sempre questo brano in lacrime, per la tanta energia che mi trasmette e si muove dentro, tanto da non aver altro sfogo che brillarmi dagli occhi per la felicità.
Corporate cannibal” è l’occhio della “maschera Jones”, il suo sguardo in una contemporaneità fatta di business e meccanica.
Brano quasi totalmente parlato, raccontato. Magnetico. Soluzioni sonore acide e calde allo stesso tempo.
C’è da dire che molti di queste canzoni, si inseriscono legandosi al precedente. Una scaletta che seppur contenga solo 9 tracce, dimostra una generosità di contenuti che di minutaggio (tutti i brani superano i 5 min).
I’m crying (mother’s tears)” è un tuffo empatico. Una perla tra le mille altre contenute in questo lavoro. Devo dire mi stuzzica anche parecchio la scelta di una trombetta, quasi come rimando ad un balocco infantile, che si percepisce appena lungo il pezzo, ma che conclude la canzone.
Il reggae “Well well well”, si palesa quasi dal nulla con la sua leggerezza. Quasi spiazzante!
La title track, si inserisce con un suono di grilli, campanelli di legno e sintetizzatori.
Hurricane”, è il senso di questo lavoro. L’affermazione del suo essere donna e guerriera, in un ensamble di campionature, echi elettronici e bisbigli.
Tuoni e lampi si alternano in un’atmosfera carica e densa. Meravigliosa!

Love you to life”, e un grazioso mix di reggae, pop, ed un soft rap, mentre “Sunset sunrise”, aggiunge alla precedente, archi e sensazioni vibranti. Particolare attenzione alla ritmica. Alla batteria. Ai rullati.
Devil in my life”, è la canzone che chiude questo capolavoro di disco; inizia in maniera “softly”, con un pianoforte ed un bisbigliato… giusto per colpire l’ascoltatore con un pieno intreccio di ritmo, bassi e campionature, puntellate da alcune note sparse nella tessitura suonate dal pianoforte.
Devo dire che in questo disco, mai così l’alleanza di tecnici ed ingegneri del suono abbiano reso un così elevato livello qualitativo, insieme a musicisti di enorme spessore.
Hurricane, è un lavoro che coinvolge, ed a volte spiazza per la bellezza e la creatività.
Consigliatissimo a tutti… anche se, in tutto questo “altare”, non capisco il senso del set fotografico e dei colori scelti, che vede la nostra artista cimentarsi come operaia in una fabbrica di cioccolata, intenta ad impacchettare parti del suo corpo, precedentemente colato in stampini.
(Christos)
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di Mario (Christos) Marcello

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