ABRIENDO PUERTAS
Gloria Estefan
(Sony Music)

Nel 1995, la Sony Music ci presenta il “secondo capitolo” di quel cammino attraverso sonorità latinoamericane che renderanno Gloria Estefan, ex voce solista dei Miami Sound Machine, riconoscibile nel mondo, forte del successo del primo lavoro a tema: “Mi tierra”.
Un lavoro che vuole confermare la figura e “settorialità” dell’artista, prodotta nuovamente dal marito e manager Emilio Estefan.
Abriendo Puertas, è nei suoi suoni allegri e dorati un disco “specifico e pensato” per quel periodo dell’anno che vanno dal Natale ai primi giorni dell’anno.
Un disco pieno di positività, di attesa, di ritmo caldo, che consiglio vivamente come un bellissimo presente a chi volete bene, sperando che tra questi ci possiate essere voi stessi che mi state leggendo.
Il pezzo che apre il lavoro, è la title track, piena di rimandi al desiderio sano ed energico di aprire quelle porte che hanno reso le nostre stanze dell’anima abitacoli stagnanti, pieni di pianti e chiusure.
Ed aprendo al sole queste benedette finestre, corriamo a “Tres deseos”, ancora caldi e pieni di vita ricontestualizzata richiedendo alla stella d’oriente di poter aver concessi tre desideri. Solo tre gemme, come punti di riferimento per l’anno che sta per venire.
La terza canzone, è una ballata che mischia campane natalizie a congas, in una tessitura armonica molto pop ed assimilabile. “Mas Alla”, un po’ più in là del proprio angolo visivo, girandolo, oltre il rancore, al male subito, agli errori commessi, allora avrai la possibilità di riconciliarti con il senso d’amore che in questi giorni, imbevono e slanciano i sentimenti, trasferendoli nei cristalli, nei riverberi del sole sui cristalli di ghiaccio.
Dulce amor” è una cumbia, frizzante ricca di fisarmoniche. “Ahy, che buona fortuna è averti amor mio”. Seppur semplice, questa canzone che con sé porta il desiderio di ballare in un’esclusiva coppia, ci consegna la leggerezza di un racconto, di un passo a due. Saper di poter affrontare un intero anno assieme.
Ma il pezzo che trovo splendido, e gemma di tutto il disco, è “Farolito”.
Meravigliosa!!
Una chacarera preziosa, strettamente ritmata da battiti di mani e tamburi. Un genere musicale di rimando al folclore argentino, con connotazioni primitive. Chitarre si sovrappongono ritmate, pizzicate, desiderate, amabili. Un cuore che si vuole elevare nella notte di Natale. Nell’attesa che qualcosa di grande e misteriosa possa accadere.
Che dire? Sono pazzo di questa canzone, che mi spinge (se non stessi qui a digitare questa recensione) ad alzarmi in piedi, e a danzare intorno ad un falò. Meglio così forse; i residui di Ikea del mio mobilio, sento ringraziarmi…
Carnale, strattonando il braccio dell’amato in una danza, avvicinandolo al proprio petto d’un colpo, entra in scena “Nuevo dia”, mentre con “La parranda” proseguiamo tutti insieme la festa piena di gioia e forse un po’ brilli da buoni sentimenti e qualche vino di troppo, andando di casa in casa. Di locale in locale. Così è la parranda; una festa che si vuol portare in giro, non lasciandola spegnere subito, proseguendo questo senso di ubriacatura fino all’alba, in altri luoghi.
Veloci, quasi un trenino delle feste. Perché il senso di calore, di folclore è molto presente in questo disco, e si riverbera in tutti e dieci i brani che lo compongono.
E per chi conosce un pochino il mondo latinoamericano come me, ha la certezza di assaporare tutte quelle prelibatezze, di trovarsi in mezzo a quei colori stravaganti, accesi, a tratti “volgari nella vicinanza” per noi europei.
Milagro” è in chiave di salsa, il risveglio, quando in una pigrizia imbevuta e solleticata da un sole pieno in una stanza, lo sguardo riconosce la preziosità di quello che si possiede. E tra questi doni, ci sono i figli, i più piccoli. Un rimando ad una vita che non può fermarsi, e che si gonfia grazie all’occasione di questo risveglio, di questa pace ritrovata, di questo sole che abbatte i profili spinosi, annullando le loro ombre proiettate sul muro di questa stanza che sa di benedizione.
Ed il senso di attesa per un anno che sta per iniziare, passa da “Lejos de ti”, fino ad arrivare alla conclusione logica di tutto questo lavoro: “Felicidad”!
E con questo inno alla positività, chiudiamo nello spazio di quasi tre quarti d’ora, questo viaggio in questi colori, forme e suoni latinoamericane e caraibiche.
Che dire; nonostante la datazione di questo lavoro, il disco rimane molto attuale e godibile.
Consigliatissimo accompagnato anche da una buona tazza di cioccolata calda insieme agli amici ed alle persone amate.

(Christos)
clicca sulla copertina del disco qui sopra,
per poter ascoltare il  lavoro:
"ABRIENDO PUERTAS".
seguici sui nostro canali social: