"concerto
per
Sandro Penna"
di Pino Strabioli ed Elio Pecora.

Sta girando per l’Italia questo spettacolo di e con Pino Strabioli, acuto regista, autore ed attore, in questo progetto che vede anche lo scrittore Elio Pecora complice nella realizzazione.
Strabioli, non è nuovo a sensibili approfondimenti di artisti (molti di questi anche suoi amici), tra programmi televisivi monografici a "tessiture editoriali". ra questi, ad esempio il libro/intervista a  Paolo Poli, quello "intimista" a Gabriella Ferri, una monografia televisiva su Mariangela Melato (solo per citarne  alcuni).
Il suo sguardo si posa su un poeta conosciuto in gioventù, grazie allo scrittore Dario Bellezza.
“Sandro Penna” - afferma Strabioli  - “è stato un uomo che amava la solitudine. Un poeta per molti controverso, profondamente consapevole di aver vissuto una vita vissuta felice”.
Un poeta, amico tra gli altri di Umberto Saba e Pasolini, che si trasfigura in scena, nei racconti tutti in prima persona, rivivendo per esempio, tra gli sguardi e le parole di alcuni suoi amanti, in un tempo specifico in bianco e nero.
E queste storie, vengono gustosamente confezionate in quattro segmenti; c’è il prologo, gli amori, l’infanzia ed il finale, legati da uno  strepitoso fisarmonicista (Marcello Fiorini), in grado di sottolineare col suo strumento respiri lunghi, senza tempo, slegati da una metrica di partitura.
Ma la curiosità di questo spettacolo, si palesa in punta di piedi fin dall’inizio.
Il pubblico ancora non si è tutto seduto in sala, ed in scena, nel mezzo di una proiezione su una candida arpa e sul fondale, a random, appaiono percorsi di nuvole passeggere.
E nel chiacchericcio in platea, entra Dario Guidi, un arpista dalla figura snella ed impalpabile. Etera.
Tutto vestito in bianco, che avvicinandosi al suo strumento, inizia a pizzicarlo, poi sfiorarlo, poi a sottolineare la melodia con una serie di chiari vocalizzi nel colore.
Ed allora, il pubblico capisce che non sta ascoltando il soundcheck del musicista, ma assistendo a questa inconvenzionale prima parte dello spettacolo. Un piccolo scherzo scritto ad arte, per confondere ed allo stesso tempo entrare in questo mondo poetico e denso, quasi senza accorgersene.
Ed allora, mano mano entrano in scena tutti i protagonisti; il fisarmonicista ed i tre attori, mentre da fondo palco, il cielo in movimento, viene rubato ed assorbito da colori totali, pieni. Statici.
Stefano La Cava, duro e dall’essenza di una lama,  avrà il compito di personificare “l’intorno”, la gente, le figure a tratti marginali. I coprotagonisti del racconto.
Alberto Melone, bello e dallo sguardo vispo, che riverbererà i profili e le voci dei suoi più predominanti amori e figure del cuore.
Pino Strabioli, acuto, presente fisicamente ed empaticamente in questo suo trasfigurarsi con Penna, in questo andare "avanti ed indietro" con la memoria, cercando di seguire "il filo" di una mente che si sta andando confondendosi e deteriorando.
Uno spettacolo che ci porta dentro e fuori il palco.
In una Roma di ricordi. Di rotocalchi. O davanti  un fondale sulla scena.
Un mix tra reading (termine molto in voga per identificare una lettura teatrale di un testo), e la scena piena, dove i protagonisti si muovono su uno spazio ristretto ed al contempo sfumato dei propri confini e perimetri.
Insomma: “Concerto per Sandro Penna” è un distillato di poesia e carne. Di ironia e ricordi.
Uno spettacolo che sta filtrando nei piccoli teatri e spazi urbani, che a “quel popolo”, a “quella gente”, vuole ricordare l’importanza del raccontarsi, e la bellezza piena di un modo di essere presenti sulla scena con semplicità, equilibrio e maestria.
Consigliatissimo!!
(Christos)
in alto (in senso orario): Alberto Melone, Pino Strabioli, Stefano La Cava e Marcello Fiorini.

in basso: l'arpista Dario Guidi.
in foto: Sandro Penna e Pier Paolo Pasolini.
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