"VERDI'S MOOD"
Cinzia Tedesco
“Verdi’s Mood”, è un progetto ambizioso e coraggioso. Prezioso per la sua ideazione, composto di nove tracce di arie del repertorio del compositore Giuseppe Verdi, rielaborato e vissuto in chiave jazz.
Il mio primo ascolto, è stato con un live; dimensione sempre speciale, “elevata”, dove qualsiasi artista o musicista gioca a carte scoperte. Senza filtri. Dove “tutto insieme” si riesce a respirare a pieni polmoni, il senso di un progetto.
E così è stato; “Verdi’s Mood”  irradia bellezza e luce dal primo all’ultimo brano, grazie alla professionalità, slancio e divertimento del gruppo.
Oltre alla voce cristallina di Cinzia Tedesco, ideatrice del progetto, abbiamo Giovanna Famulari al violoncello, Stefano Sabatini al pianoforte ed arrangiamenti, Pietro Iodice alla batteria,   e Luca Pirozzi al contrabbasso.
Si passa dalla strafamosa e divertita “La Donna è mobile”(Rigoletto) , alla “scalata” di “ Tacea la Notte Placida “(da “Il Trovatore”).
Un’introduzione elegante, vellutata ed erotica porta all’ascolto di “Addio al Passato” (La Traviata ), per poi aprirsi in una scanzonata ed originalissima “Amami Alfredo”.
Il quasi primo inno d’Italia, “Và Pensiero”,  si allunga verso un orizzonte immaginario, verso campi verdi impreziositi da bianche margherite, introdotto da un giro di violoncello da lasciarti lì, a sorridere al sole.
E non è semplice riportare ad una dimensione più “asciutta” ciò che nasce come corale, che tutti conosciamo e con la quale abbiamo imparato a familiarizzare fin da piccini.
La decisa “Celeste Aida” (Aida) da tinte swing, è un gioco per pochi eletti. Di coloro che amano il frammentare per puro trastullo e divertimento, cuore dell’idea e visione del jazz. Grandissimi!
Mercè Dilette Amiche” (da: I Vespri siciliani) è di una preziosità e pregiatezza encomiabili. Un lavoro di fino; quasi un ricamo, dove piccoli dettagli e risvolti nelle trame, lasciano trasparire la capacità duttile di questa ensemble che mi lasciò di stucco sin dalla prima presentazione del cd, sotto un cielo  di un profondo blu romano.
Per mio conto, vi invito ad ascoltare con maggiore attenzione la prossima traccia: “Ave Maria” tratto dall' Otello.
Per come sono fatto io, questo è il cuore di tutto il lavoro. L’essenzialità ed il tocco vocale delicato ed al contempo rispettoso dell’arista Cinzia Tedesco, mi conquistarono fin dal primo ascolto.
Un “dentro ed esterno” del violoncello, su un tappeto al pianoforte, sono di una intensità difficile da raccontare. Perché questo è il bello dell’arte; comunica senza troppi filtri, senza la necessità dell’uso di parole. Un canale empatico, unico e personale.
Il “gran finale”, non poteva che essere un’aria sbarazzina e puntellata, tra scale al pianoforte, e spazzole.
Un arrangiamento molto “moderno”, che vanta di un cappello molto evocativo.
Sempre libera” (da “La Traviata”) è in questa versione solo musicale, forse l’attestato di unicità di questa artista  e questa band composta non solo di musicisti talentuosi, ma anche da supereroi, perché solo il coraggio (e l’amore per quello che si fa e quello che si è) può offrire spaccati e visioni impreviste.
Un dono che auguro possiate condividere anche di persona, andandovi a spulciare le diverse serate che  “i nostri” stanno organizzando.
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(Christos)
clicca sulla copertina del disco qui al lato,
per poter ascoltare il "preview" del lavoro:
"Verdi's Mood".
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