clicca sulla copertina del disco qui sopra,
per poter ascoltare il pezzo  "amami per sempre"  in una versione sanremese con Mario Biondi, dal disco:
"PER TE".
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PER TE
Amalia Grè
(ed. EMI/ Capitol Music)

Un disco corposo, datato 2007, che trovò nel singolo estratto “Amami per sempre” una sua collocazione di pregio al Festival di Sanremo.
Per chi ancora non la dovesse conoscere, sappia che questa cantautrice pugliese, è anche una designer, scultrice… nonché (a mio avviso) lucido “cubo di Rubik”, che alterna riquadri di un brillante rosso lacca, di labbra e smalti, a frammentazioni curiose e suggestive, esattamente come il packaging del lavoro, esattamente tra una vaporosa leggerezza di immagini realizzate con un paintbrush, a fotografiche ”apparizioni glamourose” ritratte dal fotografo Alessandro Gerini.
Il disco (in realtà del 2006), venne ristampato nell’anno successivo con l’apparizione del brano sanremese, sconvolgendolo, cambiando l’ordine di apparizione dei 14 pezzi contenuti, quasi dopo una essenziale “concept”; sono rimasti invariate le quattro cover incluse: Smile di Charlie Chaplin, Moon River di Henry Mancini, Quanto t'ho amato di Roberto Benigni e Nicola Piovani e We Have All the Time in the World di Louis Armstrong, aggiungendo in coda il pezzo: “Raggio di sole” di Francesco De Gregori.
Così, in questa “versione” a 16 brani, iniziamo la recensione di questo lavoro molto… molto curioso, che ha il suo punto di forza nella produzione (incluso un fantastico lavoro di mixaggio curato e seguito nel norvegese Lyd Studio) , scelta ed arrangiamento.
Si parte da “Amami per sempre”, brano molto corposo ed ottimamente costruito.  Molto suggestivo e denso. La voce della Grè, puntella una partitura molto complessa, ricca di una serie di arpeggi al pianoforte, che portano l’ascoltatore ad immaginarsi di trovarsi in una vorticosa battuta di pesca, tra acque scure ed apparentemente calme.
Give me more time”, è l’unico brano in lingua inglese originale del disco; nell’ordine di apparizione della scaletta, è esattamente sonoricamente l’opposto del brano precedente.
È quasi un pensiero ruggito in una notte metropolitana; pressochè composto per tre quarti da una serie di pedali in tastiera, di accordi, esplode nell’ultima parte con percussioni ed una band che ne gonfia il corpo, impreziosendolo con un sax brillante e presentissimo, soprattutto nel finale.
Seguendo i brani inediti, arriviamo a “Peonia” , che mi diverte per l’enorme numero di parole, compresse ed apparentemente disordinate, che si rincorrono nelle strofe, che sanno quasi di filastrocca.
Ascoltami”, riporta il sound e le atmosfere ad una forma di classicità pop/jazz, sicuramente e sinuosamente più assimilabili ad un orecchio non molto abituato a frammentazioni più “di genere” .
Divertente “Armonafrica Televisiva”. Ricca, ricchissima di rimandi, di gustosi “dettagli di contesto”. Stratosferica! Intenzionalità molto ben riuscita nell’arrangiamento con la predominanza di percussioni e puntellature qua e là di sax, basso ed una chitarra elettrica muta.
Ci inoltriamo poi in una dinamica “Giardino multirazziale”, sfociando poi in un respiro largo, acustico e vellutato di “Angel my love”.
Venere” è una canzone che sottolinea il suo nascere da un pensiero quotidiano. Nell’essenzialità di un processo creativo e… domestico.
Il co produttore e complice nella tessitura Marco De Filippis, realizza per questa voce a tratti stranita, inusuale e molto evocativa, la preziosa “S.H.A.”, che non è che una serie di vocalizzi, di richiami quasi declamati in uno stato di sovrapensiero, leggero, pulito, sopra (o in mezzo?) un tratteggio percussivo, tra spazzole, giochi di corde di chitarre, e piccole sottolineature di sax.
Tra gli inediti c’è poi “Avvolgimi amore”, che mi affascina sia per la scelta nel titolo, che nello slancio di intenzionalità testuali, e “Forte respiro” ed il suo mood ritmato, in un andante brioso.
Il lavoro così si chiude con due delle cover sopra segnalate: “quanto t’ho amato” e “raggio di sole”.
Che dire? Il disco è totalmente ed assolutamente “credibile”, termine che amo inserire e sottolineare, quando ritengo esista una omogeneità intenzionale e sonora; un pensiero dentro ed al di sopra di un progetto. Nella scelta delle collaborazioni, e dei processi tecnici puntati e mirati verso una direzione precisa. La scelta di una tipologia di mixaggio atta ad amplificare un “prodotto”, un’idea…. considerando anche la voce assolutamente particolare della Grè, che non credo sia di facile malleabilità, non certo per sue carenze, ma per una sua propria forma e linearità ben precisa e messa a fuoco.
Lavoro consigliatissimo che non può mancare nella vostra personalissima discoteca del cuore.

(Christos)
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